PATERNO’ – Domenica 9 Maggio “Chiese Aperte” con visite in presenza in zona Gialla. In tutta Italia la grande opportunità di entrare in chiese e conventi chiusi al pubblico e al cui interno c’è un patrimonio artistico sconosciuto ma meraviglioso!
A Paternò in Sicilia, la grande opportunità di visitare il Colle di Paternò con il Cimitero Monumentale, i Sepolcri dove sono sepolti soldati dell’Ungheria morti durante la Grande Guerra a Paternò, poi la Chiesa di Cristo al Monte con portale in gotico catalano, maestoso altare è costituito da sei colonne tortili di stile rococò due magnifiche tele rappresentanti San Luigi Gonzaga e la Madonna del Soccorso, pavimento costituito da maioliche policrome del XVIII secolo.
“Il colle di Paternò, in Sicilia, è una collina di origine vulcanica, situata nella zona ovest della città di Paternò, in provincia di Catania, della quale costituisce la parte alta e più antica, da cui la denominazione usuale di “collina storica”. Il sito fu probabilmente un vulcano preistorico spento, e la superficie infatti è caratterizzata dalla massiccia presenza di pietra lavica. Vi si sviluppò il nucleo originale della città di Paternò, ma verso il XIV ed il XV secolo con la rivoluzione urbanistica che interessò la città, il colle si spopolò rapidamente a favore della pianura sottostante. Vi si trovano alcuni tra i più importanti monumenti storici della città etnea, gran parte dei quali risalenti all’epoca normanna – ha affermato Domenico Triolo Puleio – Presidente Archeoclub d’Italia sede di Paternò – come il castello, simbolo della città fatto erigere nel 1072 da Ruggero I d’Altavilla, la chiesa di Santa Maria dell’Alto, la chiesa di Santa Maria della Valle di Josaphat, il complesso di San Francesco alla Collina. Nel colle si trova anche il cimitero monumentale, che ospita qualche monumento e dove vi sono sepolti anche alcuni soldati ungheresi morti in prigionia a Paternò durante la grande guerra. Vi si può accedere dalla parte bassa attraverso la scalinata settecentesca della Matrice, realizzata nel 1782″.