Capece (Sappe) visita il penitenziario di Pagliarelli e il carcere dell’Ucciardone. Dopo conferenza stampa coi giornalisti

PALERMOLunedì 24 febbraio 2025, alle 10.00, il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Donato Capece sarà a Palermo in visita al carcere Pagliarelli accompagnato dal Segretario SAPPE della Sicilia Calogero Navarra e dai dirigenti sindacali regionali e locali. Il giorno dopo, martedì 25 febbraio 2025, alle 10.00, sarà nell’altra struttura detentiva palermitana, quella dell’Ucciardone. Al termine delle visite, Capece, con la delegazione del SAPPE, incontrerà i giornalisti. “Pagliarelli è un carcere che ospita stabilmente oltre 1.420 persone, Ucciardone ne ospita invece oltre 580 in un contesto regionale che vede detenute complessivamente più di 7.000 persone”, evidenzia Capece. “La mia, nostra, presenza vuole essere soprattutto una testimonianza e un segnale di solidarietà e di vicinanza alle poliziotte ed ai colleghi siciliani che operano con umanità e grande professionalità. Altro obiettivo è rilanciare la denuncia per i problemi legati al sovraffollamento e alla mancanza di risorse per far funzionare meglio gli istituti penitenziari”. Per Capece, “sarebbe fondamentale, per dare dignità alla detenzione, che i detenuti lavorassero, tutti, così da non stare tutto il giorno nell’apatia e senza fare nulla. Il dato oggettivo è che il budget largamente insufficiente assegnato per la remunerazione dei detenuti lavoranti ha condizionato e condiziona in modo particolare le attività lavorative necessarie per la gestione quotidiana di ogni istituto penitenziario (servizi di pulizia, cucina, manutenzione ordinaria del fabbricato) incidendo negativamente sulla qualità della vita all’interno dei penitenziari. Mi sembra evidente che se i detenuti fossero impegnati nel lavoro, nello studio ed in altre attività difficilmente ci sarebbero così tanti eventi critici in carcere”, evidenzia il leader del SAPPE. Che rilancia: “L’integrità psicofisica dei poliziotti penitenziari impiegati nelle carceri della Sicilia in particolare, è stata messa a dura prova specialmente nei mesi di giugno, luglio ed agosto di quest’anno”. Per il leader nazionale del primo Sindacato del Corpo, “dopo i tanti episodi di violenza di queste ultime settimane, non possiamo che invocare misure di maggiore rigore, per riportare la legalità nelle carceri. Chiediamo che i detenuti violenti vengano ristetti in appositi istituti, dove dovrebbero scontare la pena al regime chiuso, con applicazione delle misure restrittive di cui all’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario, perché mettono a rischio l’ordine e la sicurezza e, spesso, si avvalgono anche della loro posizione di supremazia nei confronti degli altri reclusi. Chiediamo inoltre la dotazione del taser, o di altro strumento simile, affinché gli agenti possano difendersi ed evitare che la violenza dei detenuti venga portata a conseguenze estreme».


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