“Cento grammi di prosciutto…..No!!!”

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di Antonino Bencivinni

Siamo stati investiti (e purtroppo lo siamo ancora) da un’emergenza che unanimemente è considerata come la più devastante dalla seconda guerra mondiale e, ahinoi, data la gravità e l’invisibilità di questo terribile nemico (il coronavirus) e, soprattutto, data l’impotenza e la mancanza di armi veramente efficaci contro il virus, si è cercato, a tutti i livelli istituzionali, di mettere in atto i provvedimenti necessari per creare  un reale distanziamento sociale che sembra il più importante antidoto contro il contagio. Ma quali sono i provvedimenti necessari? Nessuno lo sa con certezza, però sono davanti a tutti noi gli sforzi e i provvedimenti messi in atto da chi ha la responsabilità politica e istituzionale di guidarci e liberarci dal pericolo rappresentato dal virus. Data la sua virulenza e i numerosi morti da lui causati, qualunque restrizione di libertà viene dai più considerata inevitabile. Per nostra fortuna il presidente del consiglio Giuseppe Conte e il suo governo si stanno rivelando in grado di contrastare il virus, nei limiti dell’oggi possibile, con provvedimenti che sono stati anche imitati da molti altri Stati.

La situazione eccezionale che viviamo registra però anche colorite impennate di sapore che potremmo dire autoritario. E comunque le reazioni e le polemiche sulla posizione del presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci che ha richiesto poteri su esercito e forze dell’ordine  in attuazione di una norma che applica l’articolo 31 dello Statuto Siciliano, rivelano, per fortuna, che il pressante pericolo del contagio non ha offuscato le menti che credono nella democrazia.

Non mancano, poi, sindaci, che, pur nella lodevole azione quotidiana che svolgono per raggiungere l’importante obiettivo del distanziamento sociale, rischiano di lasciarsi trascinare nell’assunzione di un ruolo che faccia loro “dimenticare” che si può raggiungere l’obiettivo del distanziamento sociale nel rispetto, il più possibile, dei diritti di tutti. E allora? Possiamo comprare al supermercato cento grammi di prosciutto e basta? No! E allora andiamo in campagna e facciamo una schiticchiata? No! (che sono alcune delle tante proibizioni “colorite” lanciate nei suoi numerosi videomessaggi dal sindaco di Partanna Nicolò Catania).

Oggi non possiamo dire se questo tipo di comportamento “istituzionale” in un contesto come quello nostro, possa essere e (vorremmo dire) possa essere stato il modo migliore per raggiungere più efficacemente il grande obiettivo del distanziamento sociale; né possiamo dire se questo tipo di comportamento (colorito ed “eccessivo”) possa avere piuttosto molto contribuito a far sì che fosse realtà la notizia che tutti hanno continuamente aspettato nei videomessaggi: “A Partanna nessun caso di positività. Ripeto nessun caso di positività a Partanna”.    

Possiamo però desiderare di liberarci al più presto dal pericolo del virus e anche dalle sue gravi conseguenze economiche, politiche e sociali.


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