GUERRA O PACE? QUESTO E’ IL DILEMMA

PARVA FAVILLA Ci risiamo! Ancora una volta l’opinione pubblica viene posta di fronte al dilemma “guerra o pace?”. A dire il vero, la scelta non presuppone una alternativa fra due soluzioni opposte. Nessuno, almeno a parole, propende per la guerra. Tutti sostengono che la soluzione dell’attuale stato di guerra tra la Russia e l’Ucraina sia solo una: la pace. Il dilemma si sposta, piuttosto, sulle modalità per raggiungerla. La soluzione oscilla tra la posizione degli interventisti (i Paesi europei) e quella dei “trattativisti” (Usa). I primi sono convinti che per raggiungere la pace sia necessario rinfocolare la guerra. E quindi, giù a mandare soldi ed armi. I secondi ritengono, invece, che solo la diplomazia possa mettere fine alla cruda mattanza umana. Per far ciò è necessario, però, un “mediatore”, un arbitro, cioè, che non sia coinvolto nella guerra. E questi, oggi, possono essere solo gli Usa, giacché gli europei dai russi sono considerati come cobelligeranti. Addirittura, tutti sono concordi nell’aggiungere al sostantivo “pace” l’aggettivo “giusta”. Solo che viene, forse maliziosamente, tenuto sospeso il significato da attribuire a quell’aggettivo. Oggi, di fronte al rinculo dell’America, l’Europa grida al “riarmo”, fedele al detto (smentito mille volte dalla storia) “se vuoi la pace prepara la guerra”. E allora, forza “picciotti”, armiamoci e…partite. Ma chi?, come?, quando? Gli Usa, scornati per non aver avuto il privilegio di fregiarsi del titolo di pacificatori, hanno abbandonato il campo; e gli europei non potranno rimpiazzare gli americani prima di una decina di anni. E a nulla valgono gli appelli alla “piazza” da parte di fanatici giornalisti, di vasti settori politici e perfino di alcune organizzazioni cattoliche, a manifestare in favore degli stridori bellici parigini e dei furori guerreschi di Bruxelles del valore di un vagone di miliardi. In barba ai dettami del Vangelo e allo stesso art. 11 della nostra Costituzione (“l’Italia ripudia la guerra […] come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”), che obbliga il nostro Paese a replicare alle bombe con la diplomazia. E intanto continuano a morire a migliaia soldati e civili!


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