Gli alunni Del “G.B.Ferrigno” adottano un anziano “Nonnino Peppino Modica“.
Corre l’anno 1999 mio fratello Pino mi segnala che il signor Modica vive da solo. Da subito gli alunni si organizzano: vanno a casa, lo aiutano nelle faccende domestiche. Lo portano in giro per il paese. Per Pasqua e per le feste di Natale, a scuola, è l’ospite d’onore Foto 111,112,113,114. Questa iniziativa trova consensi nei mezzi d’informazione, tanto che la Televisione, Rai Due, organizza nel piazzale dell’Istituto una diretta. La mattina del 17/09/1999, con inizio alle ore 11.00, la D’Eusanio, durante la trasmissione “domani un altro giorno” presenta a milioni d’Italiani il nonnino Peppino Modica attorniato dai suoi “numerosissimi nipoti”. Dalla D’Eusanio Foto 115 il nonnino Peppino Foto 116 e 117 è invitato a raccontare in diretta una delle tante sue numerose barzellette, barzelletta che viene tradotta in italiano da Pino Caruso Foto 118: “quando gli emigranti, racconta, andavano in America per cercare lavoro, si chiedeva loro il grado d’istruzione compreso quello dei familiari. A Peppino chiesero: tuo padre che mestiere esercita “cancelliere” e tuo fratello “contabile” e tu “io sono analfabeta”. Come sei analfabeta con un padre e un fratello così istruiti. Sì mio padre e mio fratello erano a servizio dei Saporito. Mio padre apriva e chiudeva il cancello e mio fratello contava le pecore che entravano ed uscivano..risata generale da parte dei ragazzi e degli ospiti in studio”. Una bellissima pagina di solidarietà viva profondamente umana e intensamente vissuta da tutta la Comunità Scolastica Foto 119.
Pino Caruso commentò la scelta della Scuola come momento di grande civiltà che, se imitato da altre istituzioni scolastiche, avrebbe allietato la solitudine di tanti altri anziani. A partire dal 2006, il Nonnino Modica trovò ospitalità nella casa degli anziani T. Lucentini. In seguito, chiesi sue notizie, mi dissero che era passato a “miglior vita”. Quasi sempre alle storie tristi si contrappongono tante altre storie di persone avanti negli anni che vivono una intensa vita familiare, di relazioni e di lavoro. E fra questi “personaggi” di altri tempi ricordo la sig. Fontana ved. Matteucci Foto 120 , il papà di Mirella e del notaio Cancemi Foto 121, l’avv. Gaspare Lentini per tutti gli amici Zu’ Gasperino, Ciccio Monteleone, Cocò Montoleone, il prof.Sarino Di Bella e tanti altri….Alla loro età, superati gli anni 80 alcuni, i novanta altri ed i 100 anni il sig. Amadio Cancemi, sono esempi da ammirare ed imitare. La sig.ra Giovanna non manca mai dal suo posto di lavoro, anzi è il pilastro dell’attività commerciale che a turno vede coinvolti i suoi figli. Il signor Cancemi, meraviglie delle meraviglie, Ciccio e Cocò Monteleone, lu zù Lilluzzu Bivona, grande amico di mio padre, Foto 123 (nella foto mio padre, mia madre ed io ragazzino: “siete e resterete sempre nel mio cuore!!!”) tutti sempre impeccabili, eleganti, sani nel fisico e nella mente, li possiamo incontrare che passeggiano o per il corso o alla Società Operaia o al Circolo della Gioventù per l’abituale partitina o per stare con i loro amici.”Lu zu’ Gasperino” sempre a lavorare fino a a poco tempo addietro!!! La sua morte avvenuta il 14 aprile di quest’anno lascia un vuoto profondo non solo nei suoi familiari ma in tutti quelli, e siamo stati tanti, che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo. Avvocato di grande talento, uomo arguto e di grande umanità, piacevolmente ironico, sempre pronta la battuta!!! Tutti eravamo suoi colleghi; anche le “Monache” erano chiamate colleghe. ”GRANDE AVVOCATO GASPARE LENTINI” sentiremo la sua mancanza…Foto 122 come di tanti altri Cari Amici che non ci sono più….E che dire poi di Faustino Mulè e di Sarino Di Bella. Un grande, grandissimo medico il primo e un sicuro riferimento culturale il secondo. Il prof. Di Bella è uomo di profonda cultura, saggista e fine scrittore. Autore di una delle tante edizioni di “Lu testamentu di lu Nannu e di la Nanna” e, come precisa Rosario Amodeo, il “testamento” è anche una testimonianza di impegno civile. Lo è nella satira dei comportamenti scorretti, da parte dei rappresentanti della politica e nei diffusi fenomeni di corruzione. Certamente il prof. Di Bella ha inteso limitare le “insinuazioni maliziose” che però traspaiono in filigrana e non sfuggono all’attento lettore, conclude l’Amodeo. A tutti e ai tanti dimenticati, e mi scuso, con stima e ammirazione, tantissimi anni ancora da vivere intensamente.